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Archivio articoli pubblicati nella categoria ‘Rapporti’

Rapporto sullo stato delle Autonomie locali calabresi 2009

Il rapporto contiene i principali risultati dell’analisi di tutti i bilanci consuntivi 2007 dei Comuni calabresi (gli ultimi disponibili dal sito del Ministero) raffrontati con la media italiana.

L’esposizione dei risultati sarà fatta in una forma diversa da quella degli anni trascorsi, allo scopo di offrire un rendiconto trasparente e una risposta immediata alle domande comuni: come  acquisiscono le proprie risorse i Comuni calabresi? Quali sono le politiche cui sono destinate le risorse? Quanto si spende per la gestione interna e quanto per erogare servizi ai cittadini? Quali le differenze rispetto al resto dell’Italia?

Allegato al Rapporto i dati sul tema della sicurezza nel 2009 e sulle società partecipate dai Comuni calabresi.

Lavori come questi non solo aiutano nella comprensione dell’attività dei comuni calabresi ma ne segnalano le difficoltà e le emergenze, la necessità di un cambio di passo rispetto a variabili troppo lente nella loro evoluzione nel confronto con l’Italia.

Da qui vogliamo partire anche per offrire un luogo istituzionale a livello regionale dove poter condividere i dati sulla finanza locale per trovare convergenze e un percorso comune rispetto ad un anno che si preannuncia denso di novità, non sempre positive, per gli enti locali.

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Finanza comunale e polizia locale nei bilanci consuntivi 2007

Abbiamo volutamente deciso di anticipare questa presentazione, a pochi mesi dal nostro consueto annuale Rapporto, riproponendo alla valutazione delle forze politiche, sociali ed istituzionali della regione, i dati più recenti dell’andamento della finanza locale calabrese.

L’approvazione del disegno di legge delega sul federalismo fiscale, ha impresso una svolta rilevante nei rapporti tra Stato, Regione ed Enti locali, che ci pone di fronte alla necessità di una costante attenzione dell’evoluzione della congiuntura finanziaria dei Comuni calabresi.

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Rapporto sullo stato delle Autonomie locali calabresi 2008

Questo nostro Rapporto ci consegna almeno tre evidenze.
La prima smentisce quanti mirano ad identificare le autonomie calabresi come il regno dello spreco e dello sciupio di denaro pubblico.

Certo, si trattava di recuperare ritardi e inefficienze. Ma in ogni caso lo sforzo fiscale prodotto dai nostri Sindaci in questi anni non ha avuto eguali in Italia soprattutto considerando le basi imponibili di riferimento. I sindaci calabresi hanno spremuto l’impossibile.
 La seconda evidenza è che anche questa legislatura regionale che sta per chiudersi, forse sarà passata invano per il sistema delle autonomie calabresi. Lo dico con amarezza perché ho vissuto in prima persona questa esperienza.

L’ultima evidenza è il ruolo stesso degli amministratori locali. Occorre che tutti i Sindaci producano uno sforzo eccezionale per uscire dai ristretti confini municipali, che si sentano “più classe dirigente regionale”, che imbocchino con maggiore determinazione la strada della collaborazione istituzionale. I dati sulla spesa sociale lo confermano: solo insieme è possibile costruire un sistema nuovo ed efficiente rispetto ai grandi bisogni espressi dalle comunità. scarica il documento 

 
 

 

 

Rapporto sullo stato delle Autonomie locali calabresi 2007

Quest’anno il nostro Rapporto, oltre al consueto panorama sulla finanza locale, sulla base del recente studio di Unioncamere, affronta un tema che consideriamo fondamentale per lo sviluppo economico regionale: quello delle società di gestione dei servizi pubblici locali.
Su questa tema occorre avviare una discussione regionale sul riordino dei servizi pubblici locali con l’obiettivo di individuare le necessarie politiche industriali per dare efficienza ad un settore che può rivelarsi particolarmente proficuo anche sul terreno occupazionale.
Ciò che rileva dal Rapporto conferma quanto già emerso nello studio sui piccoli comuni: la posizione relativa dei Comuni calabresi non sembra ancora rispecchiare né il ruolo effettivo che le Amministrazioni comunali hanno nel garantire beni e servizi cruciali per lo sviluppo del territorio, né il peso assunto dal punto di vista costituzionale dopo la riforma del Titolo V.
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ENTI LOCALI E CRIMINALITA’

Nel rapporto dello scorso anno ci siamo chiesti cosa potevamo fare per impedire che centinaia di casi annui di atti intimidatori a danno di Sindaci, assessori, consiglieri comunali diventassero una semplice statistica, una delle tante che caratterizza negativamente il nostro territorio.

Avevamo anche avanzato, molto modestamente, alcune idee, alcune ipotesi e cioè che su questo tema la Regione, gli enti locali, le stesse comunità locali, assumessero un nuovo ed attivo protagonismo. E’ stato già fatto in molte altre Regioni italiane dove il problema “sicurezza” non ha certo i connotati che vive la nostra terra.

Purtroppo il nostro appello ma anche la nostra disponibilità alla collaborazione non è stata colta.

Ci risultava incomprensibile ieri e lo è ancora di più oggi dopo che il nuovo Statuto regionale è stato approvato, che su questo tema, la carta regionale non spenda una sola parola, un solo rigo.

Ci sembra inconcepibile che sul  progetto di legge regionale n. 562 (Norme in materia di Polizia locale e sicurezza urbana – delibera G.R. n. 699/04) non ci sia stato un minimo di azione di concertazione, risultando, a nostro avviso, quel progetto di legge assolutamente inefficace ad affrontare il problema sicurezza urbana oggi in Calabria.

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